il piccolo economista

blog indipendente di politica, economia e finanza

La BCE e il costo del denaro in Eurolandia

Tassi fermi anche a Novembre, seguendo quando già fatto a Settembre e Ottobre. Lo scoppio della crisi dei mutui americani subprime, ha congelato la chiara (fino ad inizio Agosto) intenzione di continuare ad aumentare i tassi con l’obiettivo di arrivare al 4,5% a fine 2007. Nel rapporto di Novembre, la BCE si dice ancora pronta ad intervenire sui tassi per bloccare sul nascere il rischio inflazione, che ha toccato questo mese nell’area euro il 2,6% su base annua. Ma sempre nello stesso rapporto conferma le previsioni per l’inflazione intorno al 2% per il 2008 e il 2009 e manifesta preoccupazione riguardo il rischio di un rallentamento dell’economia durante il prossimo anno, a causa di possibili ulteriori aumenti del prezzo del petrolio e delle materie prime e dell’impatto sulle condizioni di finanziamento che potrebbe arrivare dall’aggravarsi dell’instabilità nei mercati finanziari.

E’ dunque lecito chiedersi quale sia la strategia della Banca Centrale per i prossimi mesi. Vediamo di capirci qualcosa. La Fed abbasserà, con tutta probabilità, di un ulteriore quarto di punto i tassi negli USA, portando ad un punto percentuale totale la riduzione dallo scoppio della crisi subprime, lasciando correre verso il basso il dollaro. Non può fare altro per evitare la recessione economica che ricorrere al denaro “facile”, in linea con quanto fatto negli ultimi anni assicurandosi una notevole crescita economica, al prezzo di una forte svalutazione del dollaro. Svalutazione non ancora conclusa, come ha affermato il neo presidente del Fondo Monetario Internazionale Strauss-Khan al suo primo intervento ufficiale, ma che anzi è stata fortemente attenuata dai grandi creditori degli Stati Uniti, il Giappone e la Cina che hanno in mano la fetta più grossa del debito pubblico americano ed ingenti riserve di dollari, che giorno dopo giorno valgono sempre meno e che quindi potrebbero essere in parte venduti col risultato di un ulteriore deprezzamento.

Ma torniamo alla BCE. A Francoforte vorrebbero mantenere una linea di politica economica più restrittiva limitando il denaro “facile” che ha già provocato negli ultimi anni un’inflazione reale (quella ufficiale è ovviamente sempre sotto controllo…) tale da far scomparire la classe media in Italia e altrove in Europa, con l’aggiunta di una significativa bolla immobiliare. Tuttavia è difficile che la BCE riesca a mantenere a lungo questa linea tendenzialmente rialzista, l’economia mondiale è troppo intrecciata e se, come è probabile che accada, a Dicembre la Fed ritoccherà ancora verso il basso i tassi (e potrebbe continuare a farlo ancora durante il 2008 se la crescita USA dovesse rallentare), la BCE vedrà ridursi il proprio spazio di manovra verso l’alto, a causa dell’ulteriore svalutazione del dollaro (che potrebbe toccare a breve anche 1,6 contro l’Euro, ma arrivare anche a 1,7-1,8) con conseguente maggiore difficoltà per l’export europeo, e del rallentamento dell’economia europea a seguito di quella americana.

Nessun Commento »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Lascia un commento




Il tuo commento: