L’euro a 1,6 sul dollaro e le borse in picchiata
Pubblicato da carletto
Gran brutto lunedì. Bernanke decide un taglio anticipato del tasso di sconto (-25 punti base), le borse asiatiche crollano e si tirano appresso quelle europee. Il taglio dei tassi non basta più, o almeno così sembra. La spirale di pessimismo e incertezza si è ormai attivata e ogni taglio della Fed è visto come un ulteriore segnale di preoccupazione, gli investitori non si fidano delle banche, e se la Fed continua a tagliare significa (cosi pensano molti investitori) che ci saranno altri casi Bear Stearns, la banca d’affari americana salvata proprio ieri da Jp Morgan. Come uscirne?
Difficile dirlo. La situazione è seria, ma l’economia americana non è certamente a pezzi, anzi il mini-dollaro sta rilanciando l’export, per quanto riguarda i mutui non andranno tutti in sofferenza, grazie anche al calo deciso dei tassi. Certo i consumi sono in flessione così come i posti di lavoro, ma ciò accade in ogni recessione ed oggi l’America è in recessione, inutile negarlo. La Fed si è mossa subito e anche il piano governativo dovrebbe, a breve, iniziare ad avere qualche effetto positivo, serve un minimo di fiducia che faccia tornare a ragionare gli investitori, magari dopo che tutte le banche avranno fatto pulizia e svalutato ciò che è necessario svalutare, sperando che non sia una tragedia.
Il vero rischio è il contagio globale della crisi, in parte sta già avvenendo, ricordiamo che gli americani sono i primi consumatori di prodotti cinesi. In Europa la BCE sta a guardare, ripetendo fino alla noia che il mandato dell’Istituto di Francoforte è il contenimento dell’inflazione. Non sono certo tra coloro che vorrebbero la BCE perfettamente allineata alla Fed (la bolla immobiliare è stata certamente creata dal mare di liquidità iniettato da Greenspan negli anni, dopo l’11 Settembre, bolla arrivata anche in Europa…) ma una minore ortodossia sarebbe auspicabile. Alcuni Paesi già annaspano (Italia, Portogallo) e con l’Euro a 1,6 sul dollaro (come previsto 4 mesi fa) anche gli altri stanno rallentando. L’inflazione non è forse così pericolosa, la crescita è quasi del tutto dovuta a energia e alimentari, che aumentano non solo per l’incremento della domanda da parte dei Paesi in via di sviluppo, ma anche per la speculazione al rialzo che dovrebbe avere ormai vita breve. Staremo a vedere.
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